mercoledì 6 marzo 2013

Fiere&Eventi: PISACON 2013

Tornato dal Pisacon  la scorsa settimana mi sarebbe piaciuto fare una cosa: scrivere sulla manifestazione e sui giochi che avevo provato alla ludoteca . Ho avuto invece il piacere di fare un'altra cosa: ammalarmi e vomitare (non necessariamente in quest'ordine). Tornato in questo piano di realtà dopo giorni di deliri assurdi finalmente procedo con il mio report poco professionale della fiera. 
 Fiere ed eventi: PISACON 2013

Il Pisacon è stata la mia prima manifestazione ludica.... UUUUU CHE BELLO!! 
Ebbene si, non avevo mai partecipato ad alcuna fiera o convention sul boardgaming e devo dire che ne sono rimasto abbastanza colpito. Nonostante la location non fosse così grande, le aree espositive erano abbastanza interessanti, almeno per un novizio come me. Poi, a dire il vero, l'area di maggiore interesse per il sottoscritto era la ludoteca. L'obiettivo principale era quello di provare più giochi che si poteva prima di tornare in questo deserto culturale del boardgaming quale è la mia città. 
C'erano solo due giorni di tempo e quella tempesta di sabbia di certo non migliorava le cose ma sapevo che il tizio dell'amaro montenegro sarebbe presto venuto in mio soccorso sganciandomi sulla testa un pezzo di ricambio da 300 kg. Meglio sbrigarsi. Quindi, armato di tesserino e sguardo scrutatore, mi son diretto verso il bancone della ludoteca con tutti quei bei giochini negli scaffali e ho cominciato a informarmi sui titoli disponibili.
- BELLO QUESTO! - 
- Si, ma in due non gira -
- Ah, peccato! E questo? - 
- Solo da tre giocatori in su... -
- Beh, io sono qui con la mia ragazza... Mi serve qualcosa che giri bene in due. -
Mi propongono qualcosa di poco stimolante che ho già rimosso e poi decido di prendere Alea Iacta Est (che in due non è il massimo ma va bene lo stesso).
Beh, AIE non è certo una novità! Ma in questo periodo sono attirato dai titoli che propongono un uso alternativo dei dadi. Non è un caso che sia rimasto stregato da Castels of Burgundy di Feld. Per farla breve,  AIE mi è sembrato un giochino molto simpatico e veloce in cui si tirano un sacco di dadi e se ne sfrutta la combinazione per fare differenti azioni. Le combinazioni possono essere delle scale o dei set di dadi con lo stesso numero, a seconda dell'edificio su cui si posizionano. Ogni giocatore posiziona i suoi set di dadi e, quando tutti i giocatori hanno esaurito la loro riserva, si controlla chi ha la maggioranza per ogni edificio in base al set con il valore più elevato o al set più numeroso. Quindi si compiono le azioni collegate agli edifici e si va avanti. E' possibile ottenere differenti bonus dagli edifici e l'impressione che ho avuto è certamente quella di un gioco in cui il fattore "C" è importante, ma anche quella di un gioco in cui con un po' di strategia si riesce ad "adattarsi" meglio a ciò che il caso ci ha offerto. Il punto forte del gioco è dato a mio avviso dalla sua semplicità e dalla durata contenuta. Il punto debole è sicuramente l'ambientazione, a meno che qualcuno non riesca a spiegarmi per quale motivo gli antichi romani andavano a cagare per poter tirare nuovamente i dadi (vedi funzione Latrina). Sembra quasi un semi-filler e penso che lo prenderò. Sticazzi?
La mattinata del sabato si era esaurita così: tra dadi e antichi giochi africani (molto bello quello che mi hanno fatto provare). Nel pomeriggio, indecisi se prendere qualcosa di più impegnativo o mantenerci sul leggero, abbiamo optato per prendere un gioco a metà strada: Alhambra.
E' sicuramente un titolo che mi incuriosiva da diverso tempo. Possiedo già Fresco della Queen Games e devo dire che non mi dispiace affatto. Le aspettative erano di conseguenza commisurate a quest'ultimo, ovvero mi aspettavo un gioco dalla bella componentistica e profondo il giusto. Bene, entrambe le aspettative sono affogate lentamente in due ore di pura agonia ludica. Non mi aspettavo proprio un gioco così noioso. Eppure così è stato! Anche la mia dolce metà a fine partita presentava occhio vitreo e faccia contratta. Se non altro siamo stati contenti di togliere qualcosa dalla wishlist piuttosto che continuare ad aggiungere sempre roba nuova. Prima di chiudere su questo gioco, dico semplicemente cosa non mi è piaciuto: è un gioco che  non offre nessuno spunto strategico abbastanza profondo e appagante da giustificarne la durata sconsiderata. Inoltre trovo la grafica veramente datata. Un gioco così semplice dovrebbe concludersi al massimo in mezz'ora per essere considerato un piacevole passatempo. Invece diventa un orripilante tedio, sempre nel mio modesto parere.
In serata ci siamo infine dedicati a Ballon Cup, gioco ormai esaurito da tempo e che sto cercando come un forsennato senza successo. Si tratta di un gioco di carte per due molto carino. L'ambientazione delle mongolfiere è molto spensierata anche se, come si dice in questi casi, è appiccicata sopra. 
Arrivata la Domenica siamo usciti presto la mattina nonostante il freddo pungente e la pioggia che ti prendeva  un pò per il cxxo cadendo quasi in orizzontale. Arrivati alla fiera sapevamo benissimo che quello era l'ultimo giorno. Dovevamo provare qualche titolozzo dal carattere forte. 

Così, armati di coraggio, abbiamo preso una copia di Macao in tedesco. APRITI CIELO! Ora, se non è questa la prova che amo Feld non so cosa possa esserlo. D'altronde questo è uno di quei titoli di Feld in cui il simpatico autore propone una meccanica associata all'utilizzo dei dadi. Dico subito che il gioco è piaciuto molto sia a me che a Martina. Siamo riusciti a finire la partita con soddisfazione nonostante l'inconveniente delle carte sviluppo in tedesco che ci costringevano a una costante consultazione del manuale in italiano. Se non ci fosse stato questo inconveniente credo che la partita sarebbe filata via molto più velocemente. Il meccanismo principale del gioco è del tutto slegato dall'ambientazione, come ho notato in tutti i Feld finora provati, e verte attorno a una ruota dei venti (chiamiamola così). Questa ruota è suddivisa in diversi spicchi, sei associati ai possibili risultati del dado e un ulteriore spicchio raffigurante una freccia che indica i cubetti disponibili nel round in corso. In ogni round si tireranno sei dadi di colore differente e a turno  i giocatori sceglieranno uno di questi dadi; quindi prenderanno dei cubetti dello stesso colore del dado scelto e nel  numero corrispondente al  suo risultato. I cubetti verranno poi posizionati attorno alla ruota, in corrispondenza dello spicchio che mostra lo stesso risultato del dado. 
La ruota gira in ogni turno in senso orario rendendo disponibili di volta in volta nuovi cubetti azione con cui è possibile acquisire il controllo di quartieri di Macao o navigare verso nuove rotte commerciali: modi diversi di far punti vittoria. L'aspetto simpatico sta nel fatto che scegliendo dadi con un valore alto si avrà un maggior numero di cubetti che però sarà disponibile dopo un maggior numero di round. Ad esempio, se scegliessi di prendere un 5 nero, dovrei aspettare 5 turni prima di usufruire dei 5 cubetti neri. Questo è quello che mi è sembrato essere il vero cuore strategico del gioco: parlo del riuscire a capire quando sia meglio prendere più risorse da utilizzare in un momento successivo e quando invece sia più saggio prenderne meno ma averle prima a disposizione. In questo caso conterà molto tenere d'occhio quello che fa l'avversario per cercare di anticipare le sue mosse o difenderci prima che ci ostacoli. Sicuramente prediligo un tipo di interazione indiretta nei giochi alla tedesca e l'interazione di questo gioco fa proprio per me: sottile ma a mio avviso importante per il risultato finale. Inoltre vi sono le carte, quelle che ci hanno fatto penare, quelle scritte in tedesco e in carattere microscopico. Le carte permettono di compiere azioni durante il turno di gioco, come scambiare cubetti, oppure danno dei bonus a fine partita. Insomma veramente un bel gioco, digerito subito alla prima partita nonostante qualche incertezza, veloce nella turnazione e molto combattuto. Noi abbiamo finito con un risultato mooooolto chiuso che mi ha visto vincitore di una manciata di punti su Martina. Must Have!!! 
Nella stessa giornata abbiamo anche provato un titolo più leggerino per due giocatori: Mr. Jack.Questo gioco investigativo vede un giocatore nei panni dell'investigatore  e l'altro nei panni di Jack lo Squartatore. L'investigatore deve riuscire a scoprire chi è tra i personaggi presenti nel tabellone Jack prima della fine della partita (mi sembra che i round siano 10). Il giocatore che impersona Jack pesca a caso una delle carte personaggio che sarà lo Squartatore. I giocatori, all'interno del round, utilizzeranno quattro degli otto personaggi a testa spostandoli all'interno del tabellone (raffigurante il quartire dove è appena avvenuto un omicidio) e utilizzando i loro poteri speciali. Alla fine del round Jack dovrà dire all'investigatore se il colpevole si trova in una zona di luce o di ombra. Ebbene, è proprio attorno al meccanismo di luce/ombra che si articola l'investigativo. Nel tabellone sono infatti presenti delle tessere lampione che illuminano virtualmente tutte le caselle adiacenti alla loro posizione. I personaggi che alla fine del round si troveranno in quelle caselle saranno alla luce, gli altri all'ombra. Saranno inoltre considerati visibili i personaggi che si troveranno in caselle adiacenti poichè (ma non mi dire) si vedranno l'un l'altro. Quindi Jack dovrebbe cercare di confondere le idee all'investigatore mettendo quanti più personaggi può o in luce o in ombra, in maniera tale da non ridurre il cerchio dei sospetti. Dal canto suo l'investigatore dovrebbe cercare di escludere dalla lista dei sospetti almeno un personaggio per round sfruttando soprattutto i poteri speciali di alcuni personaggi come Sherlock Holmes o Watson. Personalmente mi sono divertito a far confondere Martina che però mi ha beccato al penultimo turno e vinto la partita. E pensare che con il colpevole Le Strade ero quasi riuscito ad abbandonare la zona del crimine: eh si, perchè se Jack lascia il campo di gioco da uno dei 4 angoli del tabellone allora la partita finisce e vince il cattivo. 
Martina invece ha detto di essersi annoiata per la piattezza del gioco. Non so, forse impersonare il cattivo è più divertente.
Stanchi ma ancora non paghi della giornata abbiamo mostrato un eccessivo ottimismo nel prendere Hawaii. Per il sottoscritto questo gioco sta diventando sempre più quello che l'occupazione è per i giovani italiani: un miraggio. Segnato come primo acquisto da più di un anno, alla fine ho sempre rimandato per la difficoltà nel reperirlo usato. E ancora una volta, alla fiera, sono appena riuscito a fare il set-up iniziale e a capirne il regolamento che si è fatto l'orario di chiusura e mi hanno invitato gentilmente ad andarmene via e farmi una vita. Beh, il gioco ancora non l'ho provato ma la componentistica è eccezionale e il gioco intreccia meccaniche tra le mie favorite quali il posizionamento tessere e il piazzamento lavoratori.
Questo è tutto... mi dispiace che sia durata solo 2 giorni perchè di titoli da provare ce n'erano veramente tanti. Mi consola pensare che il prossimo autunno sarà la volta di Lucca Comics.


Alla prossima!








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